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		<title>Cavendish, volata capolavoro Rodriguez sempre leader</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 21:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Decima vittoria in carriera al Giro per il campione del mondo, che a Cervere si impone dopo uno sprint interminabile che ad un certo sembrava vederlo sconfitto. Alla vigilia delle montagne, non cambia nulla della generale Cavendish batte tutti anche &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Decima vittoria in carriera al Giro per il campione del mondo, che a  Cervere si impone dopo uno sprint interminabile che ad un certo  sembrava vederlo sconfitto. Alla vigilia delle montagne, non cambia  nulla della generale<em><br />
</em></h3>
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<div><img title="Cavendish, volata capolavoro Rodriguez sempre leader" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/18/183845443-824bce44-e737-4df4-bccc-526773774811.jpg" alt="Cavendish, volata capolavoro Rodriguez sempre leader" />Cavendish batte tutti anche a Cervera</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>CERVERE &#8211; </strong>Voto a Cavendish: dieci e lode. Il  campione del mondo conquista la decima vittoria in carriera al Giro, la  terza in questa edizione, nel giorno della volata più complicata. E&#8217; il  giorno in cui Cervere sembra Tours. Duemilasettecento metri senza  soluzione di continuità che sembrano l&#8217;Avenue de Grammont, epilogo della  classica francese almeno fino allo scorso anno, quando il rettilineo  finale è stato ridotto. Stavolta non ci sono curve ingannevoli, di  quelle da effetto domino a rischio caduta o, nella ipotesi meno  traumatica, fanno sbagliare la  mossa per la volata. Volata facile  quindi? Neanche per sogno, anzi&#8230; Lo sprint della maglia iridata può  essere definito un autentico capolavoro.</p>
<p><strong>TRE VOLATE IN UNA -</strong> Rischiando il gergo delle telepromozioni, viene da dire &#8216;tre volate in  una&#8217;. Uno sprint che non finisce mai, con i treni al limite della rotta  di una collisione che per fortuna non avviene. Non funziona granché  quello di Cavendish: ai 700 metri gli elementi a disposizione del  campione del mondo si sono dissolti, scacciati con prepotenza dalla  GreenEdge di Goss e dalla Saxo di Haedo, due che peraltro finiranno  parecchio dietro. Cav è dietro, cerca un varco, rimonta, ma è costretto  ancora a rallentare: esce la freddezza del fuoriclasse, mente pensante  al massimo della velocità. Nessuna ansia, ma paziente &#8211; sembra un  controsenso &#8211; attesa del varco giusto, trovato alle transenne per una  volata da re. Ne fa le spese Kristoff: il norvegese, proprio nel giorno  in cui azzecca lo sprint quasi perfetto, deve accontentarsi del secondo  posto.</p>
<p><strong>LA TAPPA PIU&#8217; CORTA &#8211; </strong>Epilogo  pregevole di una frazione che per il resto non consegnamo ai posteri. I  121 da Savona a Cervere (è la tappa più corta) sono infatti la penultima  occasione per i velocisti, coesi nel non lasciarsi scappare  l&#8217;occasione. In realtà la fatica per tenere tutti compatti è relativa.  Il percorso non è una tavola da biliardo, c&#8217;è anche un GPM in località  Montezemolo (Golas agguanta il punticino) ed in generale un certo  vallonamento. La tavola da biliardo è nell&#8217;atteggiamento del gruppo. La  media è bassa, non c&#8217;è il solito tourbillon frenetico per cercare la  fuga buona.</p>
<p><strong>IL CAPOLAVORO DI &#8216;CAV&#8217; -</strong> Viene  lasciata andare di buon grado l&#8217;azione di Failli e Keizer, che comunque  ha un suo perchè statistico. Habitué delle azioni di attacco, l&#8217;olandese  Keizer scalza il quasi omonimo belga Kaisen da una classifica virtuale,  di quelle che piacerebbero ai francesi, molto da Tour, i km passati  gagliardamente in avanscoperta. Descritta così sembra (è) una tappa  tranquilla: se lo sarebbe augurato anche il buon Reto Hollenstein, che  purtroppo finisce il suo Giro per una sospetta frattura alla clavicola.  Per il resto, una volta neutralizzato il tentativo della coppia, è  interessante la scelta delle squadre degli sprinter del momento per  prendere in mano la situazione. Nessuna vuole anticipare le mosse, la  squadre iniziano seriamente ad organizzarsi ai 4 km, anche se poi con un  Cavendish del genere, non c&#8217;è tattica che tenga.</p>
<p><strong>LA PROFESSIONE DI UMILTA&#8217; -</strong> &#8220;Non sono stato perfetto -  fa professione di umiltà Cavendish a  Raisport &#8211; Goss, che è un amico, è stato bravo ad aprirmi un varco in  cui mi sono infilato. Forse servirebbe un altro velocista in squadra,  come ad esempio Renshaw, che per impegno è stato il mio miglior  compagno. Però non ce l&#8217;abbiamo e faccio del mio meglio&#8221;. Si vede però  che il morale dopo una azione del genere è alle stelle tanto che neanche  le tante montagne in programma sembrano spaventarlo: &#8220;C&#8217;è anche  un&#8217;altra tappa per velocisti giovedì prossimo&#8230; No, non abbandonerò, se  non finirò fuori tempo massimo vorrei arrivare sino a Milano&#8221;.<br />
<strong><br />
ORDINE D&#8217;ARRIVO</strong><br />
1. Mark Cavendish (GBR/Sky), 121 km in 3h02:07. (media: 39,864 km/h)<br />
2. Alexander Kristoff (NOR/KAT) s.t.<br />
3. Mark Renshaw (AUS/RAB) s.t.<br />
4. Sacha Modolo (ITA/COG) s.t.<br />
5. Elia Favilli (ITA/FAR) s.t.<br />
6. Matt Goss (AUS/GEC) s.t.<br />
7. Arnaud Démare (FRA/FDJ) s.t.<br />
8. Lucas Haedo (ARG/SAX) s.t.<br />
9. Sonny Colbrelli (ITA/COG) s.t.<br />
10. Manuel Belletti (ITA/ALM) s.t.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Joaquin Rodriguez Oliver     (Esp, Katusha)  in 54h21&#8217;15&#8243;<br />
2. Ryder Hesjedal               (Can, Garmin)    a    00&#8217;17&#8243;<br />
3. Sandy Casar                  (Fra, FDJ)       a    00&#8217;26&#8243;<br />
4. Paolo Tiralongo              (Ita)            a    00&#8217;32&#8243;<br />
5. Ivan Santaromita             (Ita)            a    00&#8217;49&#8243;<br />
6. Roman Kreuziger              (Cze)            a    00&#8217;52&#8243;<br />
7. Benat Intxausti Elorruaga    (Esp)                   s.t.<br />
8. Ivan Basso                   (Ita)            a    00&#8217;57&#8243;<br />
9. Damiano Caruso               (Ita)            a    01&#8217;02&#8243;<br />
10. Dario Cataldo                (Ita)            a    01&#8217;03&#8243;<br />
11. Eros Capecchi                (Ita)            a    01&#8217;09&#8243;<br />
12. Rigoberto Uran Uran          (Col)            a    01&#8217;10&#8243;<br />
13. Michele Scarponi             (Ita)            a    01&#8217;11&#8243;<br />
14. Domenico Pozzovivo           (Ita)            a    01&#8217;12&#8243;<br />
16. Damiano Cunego               (Ita)            a    01&#8217;37&#8243;<br />
25. Frank Schleck                (Lux)            a    02&#8217;11&#8243;</div>
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		<title>BRAVO PURITO!!!!!!PERO&#8217; PAOLO&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:57:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bravo&#8221;Purito&#8221;Rodriguez che oggi ha trionfato ad Assisi con il benestare dei pronostici prendendo la maglia rosa,pero&#8217; oggi c&#8217;e&#8217; un&#8217;altro campione&#8221;made in Crecenzago&#8221;che merita la copertina&#8230;&#8230;Paolo Trezzi,che domenica e&#8217; arrivato terzo in gara a Boario,continuando la serie positiva degli utimi incontri.Bravo &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Bravo&#8221;Purito&#8221;Rodriguez che oggi ha trionfato ad Assisi con il benestare dei pronostici prendendo la maglia rosa,pero&#8217; oggi c&#8217;e&#8217; un&#8217;altro campione&#8221;made in Crecenzago&#8221;che merita la copertina&#8230;&#8230;Paolo Trezzi,che domenica e&#8217; arrivato terzo in gara a Boario,continuando la serie positiva degli utimi incontri.Bravo Paolo!!!!!!!!!!!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/85.jpg" rel="lightbox[2991]"><img class="aligncenter size-large wp-image-3005" title="85" src="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/85-1024x886.jpg" alt="" width="640" height="553" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/55.jpg" rel="lightbox[2991]"><img class="aligncenter size-large wp-image-2993" title="55" src="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/55-1024x833.jpg" alt="" width="640" height="520" /></a><a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/thumbs_99.jpg" rel="lightbox[2991]"><img class="aligncenter size-full wp-image-2992" title="thumbs_99" src="http://www.gscrescenzago.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/thumbs_99.jpg" alt="" width="100" height="75" /></a>La foto del podio e&#8217;un po&#8217; piccola,oh&#8230;terzo sei, mica primo!</p>
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		<title>Cavendish ancora a terra Ventoso fa il colpaccio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il campione del mondo, come già successo in Danimarca, fuori causa per una caduta all&#8217;ultima curva che vede coinvolti, tra gli altri, anche Goss e Pozzato. Hesjedal mantiene la maglia rosa A Frosinone vince Francisco Ventoso FROSINONE - Evidentemente è &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il campione del mondo, come già successo in Danimarca, fuori causa  per una caduta all&#8217;ultima curva che vede coinvolti, tra gli altri, anche  Goss e Pozzato. Hesjedal mantiene la maglia rosa<em><br />
</em></h3>
<div id="multimedia">
<div><img title="Cavendish ancora a terra Ventoso fa il colpaccio" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/14/174045414-bc7c3f1d-b4a6-44d8-a7bc-2cc2541621de.jpg" alt="Cavendish ancora a terra Ventoso fa il colpaccio" />A Frosinone vince Francisco Ventoso</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>FROSINONE -</strong> Evidentemente è destino che sul  traguardo di Frosinone debba succedere sempre qualcosa di particolare.  Nel 2005 ad esempio Paolo Bettini si era visto strozzare l&#8217;urlo della  vittoria, squalificato dopo aver battagliato fisicamente (non è una  metafora) con Baden Cooke. Ma anche a distanza di sette anni la volata,  più che rose e fiori, assapora l&#8217;aspra miscela dell&#8217;asfalto. Il primo  dato, quello più importante, è che la tappa va a Francisco Ventoso,  abile e fortunato nel saper sfruttare le circostanze. Nativo di Reinosa,  località della Cantabria, probabilmente per una vita piena di  soddisfazioni si stabilirà presto in Ciociaria: lo scorso anno aveva  vinto a Fiuggi, ora il replay sempre in zona. Il secondo dato è che  Cavendish ormai non vince solo quando va per terra. Come a Horsens,  fortunatamente con conseguenze meno gravi, il campione del mondo viene  messo fuori causa suo malgrado. Nella seconda tappa lo spostamento folle  di Ferrari, nella fattispecie una dinamica più complessa. Una  situazione di rischio dalla quale esce indenne la maglia rosa: Hesjedal è  molto attento, resta leader e addirittura si piazza settimo.</p>
<p><strong>QUELLA MALEDETTA ULTIMA CURVA -</strong> Volendo trasformare questa volata in un film, il titolo potrebbe essere  &#8216;quella maledetta ultima curva&#8217;. Ce n&#8217;è una, a 350 metri dal traguardo.  Goss e Cavendish battagliano per la maglia rossa di leader a punti, ma  non sono i soli ad essere interessati al successo di tappa. Lo studente  impreparato si chiama Daryl Impey: l&#8217;uomo GreenEdge (quindi di Goss)  sbaglia totalmente la curva (un sopralluogo o un&#8217;occhiata alla cartina  no?). Un attimo fatale, un ansia fulminante che a quelle velocità non  perdona: Pozzato, probabilmente ingannato da un movimento di Kristoff  (altro già andato per terra in Danimarca) tampona Goss e lo manda giù,  Cavendish segue e fa la stessa fine. Con i vertici dello sprint  decapitati, in molti si vedono sfilare davanti la grande occasione. Il  finisseur Nizzolo è il primo a prendere la palla al balzo, impostando la  volata lunga. Coglie l&#8217;attimo anche Fabio Felline, uno che già al Giro  dell&#8217;Appennino ha mostrato di saperci fare. Chi gode però è Ventoso, con  uno spunto di classe e soprattutto di esperienza:  &#8220;Una settimana  difficile, quando in gruppo siamo in tanti c&#8217;è notevole  rischio. In  questa settimana sono stato attento a risparmiare tante  energie. Il  finale oggi era molto difficile, strada stretta e degli  strappi. C&#8217;è  stata la caduta e ne ho approfittato&#8221;</p>
<p><strong>LASCIAPASSARE PER TRE &#8211; </strong>Dunque,  tantissime emozioni, praticamente tutte negli ultimi 5-6 km. Sono di  quelle tappe in cui gli sprinter sottopongono ad un esamino di  &#8216;innocuità&#8217; chi va in fuga. Il francese Cazaux, gli olandesi Keizer e  Bulgac (quest&#8217;ultimo alla seconda azione da lontano) sono un terzetto  perfetto: il lasciapassare viene concesso nella certezza che la fuga  verrà neutralizzata. A parte il narrato finale, il vento è una insidia  notevole, degno di una frazione nelle Fiandre. A conti fatti però non ci  sono i temutissimi ventagli, anzi. Il vento spesso gira a favore dei  corridori, da qui &#8211; ma non solo per quello &#8211; la media oraria  particolarmente alta. Il gruppo è chirurgico nel fare i conti: il finale  non è un biliardo, quindi meglio compattarsi prima per &#8216;scegliersi&#8217; le  posizioni migliori.</p>
<p><strong>IL CRIPTICO PURITO &#8211; </strong>Poi il  thrilling. C&#8217;è una salita di 700 metri, quindi un&#8217;altra di un km e  mezzo. E&#8217; qui che c&#8217;è un tentativo tutto da analizzare: parte come un  treno Joaquin Rodriguez. Uno scatto dei suoi, in stile Ardenne per  rendere l&#8217;idea. Il progetto è semplice ed al tempo stesso criptico. A  9&#8221; c&#8217;è la maglia rosa: l&#8217;abbuono o un minimo distacco gliela regalebbe.  Ampliando il discorso però è giusto chiedersi se un corridore che punta  alla classifica finale faccia bene a dilapidare queste energie.  Irresponsabilità tattica, consapevolezza di non avere le tre settimane  nelle gambe o forma straordinaria? La strada in questi casi dà sempre  risposte precise. Comunque Rodriguez non ha scampo e tra quelli che lo  vanno a riprendere &#8211; sorpresa &#8211; c&#8217;è Pozzovivo. A parte il piccoletto  lucano, sono in troppi ad essere interessati: la squadra di Pozzato è  una delle più attive, ma sarà proprio il vicentino, autore del  tamponamento decisivo, a dover fare autocritica: &#8220;La caduta è solo colpa  mia. Di solito mi lamento io per il comportamento di alcuni corridori,  stavolta chiedo scusa. Mi sono impaurito quando Goss si è allargato.  Sapevo che la curva era brutta ma quando si è lì non si molla mai e si  cerca di andare sempre forte. A terra è caduto anche Goss e mi dispiace  perchè è un amico. Le mie condizioni? Ho picchiato fianco e polso ma è  normale. E&#8217; la botta, vedremo domani, però teniamo duro&#8221;.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO 9/A TAPPA &#8211; S. GIORGIO DEL SANNIO-FROSINONE</strong><br />
1 &#8211; Francisco Ventoso (ESP-Movistar)<br />
2 &#8211; Fabio Felline (ITA-Androni) s. t.<br />
3 &#8211; Giacomo Nizzolo (ITA-Radioshack) s. t.<br />
4 &#8211; Damiano Caruso (ITA-Liquigas) s. t.<br />
5 &#8211; Daniel Schorn (AUT-Netapp) s. t.<br />
6 &#8211; Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s. t.<br />
7 &#8211; Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) s. t.<br />
8 &#8211; Matthias Brandle (AUT-Netapp) s. t.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1 &#8211; Ryder Hesjedal (CAN-Garmin)<br />
2 &#8211; Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 9&#8221;<br />
3 &#8211; Paolo Tiralongo (ITA-Astana) a 15&#8221;<br />
4 &#8211; Roman Kreuziger (CZE-Astana) a 35&#8221;<br />
5 &#8211; Benat Intxausti (ESP-Movistar) a 35&#8221;<br />
6 &#8211; Ivan Basso (ITA-Liquigas) a 40&#8221;<br />
7 &#8211; Damiano Caruso (ITA-Liquigas) a 45&#8242;<br />
8 &#8211; Dario Cataldo (ITA-Omega Quickstep) a 46&#8221;</div>
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		<title>Pozzovivo vola in salita Hesjedal aggrappato alla rosa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il piccolo scalatore lucano conquista un bel successo nell&#8217;arrivo di Lago Laceno, il più meridionale di questo Giro. Il canadese, dopo una giornata molto sofferta, resta leader della generale. Piccolo balzo in avanti di Joaquin Rodriguez: ora è secondo Domenico &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il piccolo scalatore lucano conquista un bel successo nell&#8217;arrivo di  Lago Laceno, il più meridionale di questo Giro. Il canadese, dopo una  giornata molto sofferta, resta leader della generale. Piccolo balzo in  avanti di Joaquin Rodriguez: ora è secondo</h3>
<div id="multimedia">
<div><img title="Pozzovivo vola in salita Hesjedal aggrappato alla rosa" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/13/174542734-68001349-501b-4e9f-8a73-69efc49ad751.jpg" alt="Pozzovivo vola in salita Hesjedal aggrappato alla rosa" />Domenico Pozzovivo esulta sul traguardo</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>LAGO LACENO &#8211; </strong>Cambia lo scenario, non cambia  Domenico Pozzovivo. Lo avevamo lasciato nel freddo del Trentino mentre  domava le pendenze a dir poco arcigne della salita di Punta Veleno  ipotecando la classifica finale, lo ritroviamo vincente a Lago Laceno,  l&#8217;arrivo più meridionale del Giro. Vittoria meritata e simbolica, anche  perchè viene da un uomo del sud (Pozzovivo è lucano), un piccolo uomo  che rimbalza contro il vento quando c&#8217;è la sventura della cronometro, ma  che appena la strada sale entra nel suo habitat naturale. Una azione  annunciata nei pronostici, e per questo ancora più difficile da  eseguire: scatto nel tratto più duro, il vuoto quanto basta, poi una  bella gestione nel falso piano che porta all&#8217;arrivo. &#8221;Ci ho provato, si  avvera un sogno &#8211; esulta Pozzivivo -. I cinque chilometri finali non  finivano mai. Quando sono partito mi sono detto &#8216;o la va o la spacca&#8217;,  sentivo che era il mio giorno e lo è stato&#8221;.</p>
<p><strong>HESJEDAL ATTACCATO AL SOGNO &#8211; </strong>Lode  a Pozzovivo e lode anche alla maglia rosa Hesjedal: il canadese se la  vede costantemente brutta: fora, nel tentativo di recuperare, preda  dell&#8217;ansia, esce di  strada non trovando per sua fortuna ostacoli,  rientra in  gruppo. Poi soffre in salita, ma riesce a restare attaccato  al suo sogno: &#8220;Certo che ho avuto paura di perdere la maglia rosa&#8230; &#8211;  spiega il leader &#8211; E&#8217; stata una giornata dura, con un finale  impegnativo. Sono felice di aver resistito a ruota e che tutto è andato  bene. Combinata con le ultime due tappe, quella odierna è stata dura.</p>
<p><strong>LA PUNTA MERIDIONALE &#8211; </strong>Insomma,  ancora emozioni nella punta meridionale del Giro: ci sono tanti km  (229) per raggiungere Lago Laceno, sede di arrivo dopo qualche km di  falsopiano, ma soprattutto dopo una decina di ascesa con pendenze niente  male, quelle di Colle Molella. Precedente esplicativo: nell&#8217;arrivo di  quattordici anni or sono, un certo Marco Pantani accusò delle difficoltà  sotto l&#8217;azione dello svizzero Alex Zuelle. Non è che comunque in attesa  dell&#8217;epilogo i corridori si abbandonino alla sonnolenza: la fuga di  giornata vede quattro protagonisti. I &#8216;migliori&#8217; del quartetto sono il  polacco Marczyinski (Vacansoleil) e il costaricano Amador (Movistar),  tra l&#8217;altro per parecchio tempo maglia rosa virtuale. Con loro Minguez  (Euskaltel) e Berard (Ag2r), che però perdono contatto. Lungo il  percorso una rivendicazione sociale, dei lavoratori della Irisbus: li  citiamo volentieri perchè organizzano una protesta rispettosa del sudore  dei ciclisti, restrigendo la sede stradale ma lasciando comunque  passare senza problemi il gruppo.</p>
<p><strong>PURITO SALE DI UN POSTO -</strong> Giunti al termine della prima settimana, purtroppo non passa giorno  senza qualche ritiro: stavolta ce n&#8217;è uno illustre, quello di Daniele  Bennati, che dopo aver manifestato progressi incoraggianti nelle volate,  si arrende alla bronchite. A proposito di velocisti, stavolta Cavendish  e compagni se la cavano meglio rispetto al giorno precedente: il  ritardo ampio è ovvio, ma gli spettri del tempo massimo non aleggiano. A  poco più di 6 km dall&#8217;arrivo, la stoccata di Pozzovivo: uno scatto a  doppia velocità rispetto agli altri, che gli permette di arrivare primo  al GPM di Colle Molella, mentre dietro esce dal gruppo Intxausti (con un  nome così inutile sottolinearne la provenienza basca). Pozzovivo, che i  calcoli li sa fare (laureato in economia aziendale), gestisce al meglio  le energie e va a vincere. Piccolo movimento nella generale: Joaquin  Rodriguez festeggia il compleanno numero 33 andando a prendersi gli  abbuoni e passando al secondo posto della generale.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO 8/A TAPPA &#8211; SULMONA-LAGO LACENO</strong><br />
1. Domenico Pozzovivo            (Ita, Colnago)    in 6h06&#8217;05&#8243;<br />
2. Benat Intxausti Elorriaga     (Esp, Movistar)    a   00&#8217;23&#8243;<br />
3. Joaquin Rodriguz Oliver       (Esp, Katusha)     a   00&#8217;27&#8243;<br />
4. Thomas De Gendt               (Bel)                    s.t.<br />
5. Dario Cataldo                 (Ita)                    s.t.<br />
6. Damiano Caruso                (Ita)                    s.t.<br />
7. Gianluca Brambilla            (Ita)                    s.t.<br />
8. Bartosz Huzarski              (Pol)                    s.t.<br />
9. Josè Rujano Guillen           (Ven)                    s.t.<br />
10. John Gadret                   (Fra)                    s.t.<br />
14. Damiano Cunego                (Ita)                    s.t.<br />
15. Michele Scarponi              (Ita)                    s.t.<br />
16. Ivan Basso                    (Ita)                    s.t.<br />
17. Roman Kreuziger               (Ita)                    s.t.<br />
18. Frank Schleck                 (Ita)                    s.t.<br />
27. Giovanni Visconti             (Ita)              a   01&#8217;24&#8243;<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Ryder Hesjedal (Can)               in 32h23&#8217;25&#8243; (km percorsi 1.295,9, media 40,008)<br />
2. Joaquin Oliver Rodriguez (Spa)     a     00&#8217;09&#8243;<br />
3. Paolo Tiralongo (Ita)              a     00&#8217;15&#8243;<br />
4. Roman Kreuziger (Cze)              a     00&#8217;35&#8243;<br />
5. Benat Elorriaga Intxausti (Spa)    s.t.<br />
6. Ivan Basso (Ita)                   a     00&#8217;40&#8243;<br />
7. Damiano Caruso (Ita)               a     00&#8217;45&#8243;<br />
8. Dario Cataldo (Ita)                a     00&#8217;46&#8243;<br />
9. Frank Schleck (Lux)                a     00&#8217;48&#8243;<br />
10. Eros Capecchi (Ita)                a     00&#8217;52&#8243;<br />
11. Rigoberto Uran Uran (Col)          a     00&#8217;53&#8243;<br />
12. Michele Scarponi (Ita)             a     00&#8217;54&#8243;<br />
13. Domenico Pozzovivo (Ita)           a     00&#8217;55&#8243;<br />
14. Luis Sergio Montoya Henao (Col)    a     01&#8217;10&#8243;<br />
15. Damiano Cunego (Ita)               a     01&#8217;14&#8243;</div>
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		<title>Tiralongo, il trionfo della fatica Hesjedal, un canadese in rosa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 13:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arrivo emozionante in salita a Rocca di Cambio. Il siciliano dell&#8217;Astana, dopo un serrato testa a testa, precede Scarponi, conquista il primo successo italiano e crolla a terra stremato. Il corridore della Garmin spodesta Malori dalla vetta generale L&#8217;arrivo di &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Arrivo emozionante in salita a Rocca di Cambio. Il siciliano  dell&#8217;Astana, dopo un serrato testa a testa, precede Scarponi, conquista  il primo successo italiano e crolla a terra stremato. Il corridore della  Garmin spodesta Malori dalla vetta generale</h3>
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<div><img title="Tiralongo, il trionfo della fatica Hesjedal, un canadese in rosa" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/12/183142632-7a26232e-6488-4143-8950-8a8ae62ae1e9.jpg" alt="Tiralongo, il trionfo della fatica Hesjedal, un canadese in rosa" />L&#8217;arrivo di Paolo Tiralongo</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>ROCCA DI CAMBIO &#8211; </strong>Una sagoma vestita di  celeste sdraiata sull&#8217;asfalto: scruta il cielo, ansima, cerca di  catturare un po&#8217; di ossigeno. Descritta così, sembra la figura della  disfatta, invece rappresenta l&#8217;esatto contrario. A Rocca di cambio, nel  primo arrivo in salita del Giro, spunta il nome che non ti aspetti:  vince Paolo Tiralongo, che coglie il successo più bello della sua  carriera. Aveva vinto anche a Macugnaga nel Giro dello scorso anno, ma  quella era sembrata la gentile concessione del fuoriclasse (l&#8217;allora suo  capitano Contador) al fido luogotenente, sollevato da una situazione  sportivamente drammatica e &#8216;trascinato&#8217; verso l&#8217;arrivo. Stavolta è  andata diversamente. Tiralongo si è giocato da solo le sue chance: ha  lavorato per il leader della Astana Kreuziger, ma quando si è trovato in  un testa a testa mozzafiato con Scarponi ha pensato solo a se stesso.</p>
<p><strong>UN CANADESE IN ROSA -</strong> Oltre a Tiralongo, l&#8217;altro show man del podio è Ryder Hesjedal, primo  canadese a vestire di rosa. Con Malori e Golas oggettivamente  inconsistenti su un percorso del genere, l&#8217;uomo Garmin è attento a non  sbagliare una mossa: non prova a vincere per paura di piantarsi,  pensando con successo solo alla leadership. &#8221;Avere questa maglia è una  grande cosa e me la sto godendo. Cercherò di mantenerla il più a lungo  possibile ma vedremo giorno per giorno. Di certo la squadra è qui per  fare molto&#8221;. Il tutto in una giornata dalle indicazioni importanti: di  Scarponi abbiamo detto, le pendenze (tutto sommato dolci) non erano per  Basso, che infatti è stato attento a non perdere che qualche secondo.  Tra i più attesi, quello che è piaciuto di più è Frank Schleck.</p>
<p><strong>TRA GIAPPONESI E ENFANT DU PAYS -</strong> Per i 205 km da Recanati a Rocca di Cambio vale il discorso fatto per  la tappa precedente. Difficoltà celate: ci sono solo due GPM (Colle  Galluccio e l&#8217;arrivo in salita), ma ci sono talmente tanti strappi che  fanno un dislivello complessivo di oltre 3000 metri. A parte i dettagli  tecnici, doveroso citare il simbolico passaggio a L&#8217; Aquila: è il  momento più toccante, quando le ruote scorrono veloci in zone ancora  ferite dal terremoto, nelle quali al pubblico dei bordi delle strade si  sostituisce un rumoroso silenzio. In un quartetto che va in fuga,  accumulando un cospicuo bottino di minuti, da citare Fumiyuki Beppu  (Greenedge): negli scorsi anni era Arashiro a tenere alto il nome del  Giappone al Giro, stavolta ci pensa l&#8217;altro professionista di  riferimento di un movimento comunque in ascesa. Insieme a Beppu ci sono  gli italiani Selvaggi (Vacansoleil) e Rabottini (Farnese, abruzzese di  Pescara, scapitante nella sua terra) e lo svizzero Hollenstein (Netapp  ancora in avanscoperta dopo Benedetti il giorno prima), tra l&#8217;altro a  lungo maglia rosa virtuale.</p>
<p><strong>TIRALONGO, FATICA E TRIONFO -</strong> La tirata decisiva per annullare le possibilità dei fuggitivi la dà la  Garmin di Hesjedal: la compagine statunitense utilizza quattro dei suoi  cronoman che, fino ai piedi dell&#8217;ascesa, divorano il margine dei  battistrada. La parte iniziale della salita conclusiva vede una  particolarità, lo scatto secco di due uomini di Fiuggi (che per  popolazione non è certo Pechino). Uno è Agnoli, che lavora per Basso e  rientra presto nei ranghi, l&#8217;altro è Pirazzi, che insieme allo spagnolo  Herrada Lopez raggiunge e stacca il superstite dei fuggitivi,  l&#8217;inesauribile Rabottini. Salita pedalabile, da fare intorno ai 25/26  orari almeno fino alla parte conclusiva. Qui Pirazzi pregiudica le sue  chance di vittoria sbagliando malamente una curva. Tra le squadre dei  big è l&#8217;Astana a lavorare di più. Ci si aspetta l&#8217;acuto di Kreuziger,  che sta con i più bravi ma non produce quell&#8217;acuto che invece piazza  Scarponi. L&#8217;unico a tenere lo scatto del marchigiano è un altro Astana,  Tiralongo. Si attacca alla ruota, soffre, sbuffa, sembra mollare ma  proprio negli ultimi metri raschia dal barile le energie per la vittoria  simbolo della sua carriera, ancora più bella del successo dello scorso  anno.</p>
<p><strong>PENSIERO PER CONTADOR -</strong> &#8220;Avevo detto ai  miei compagni che stavo bene e che volevo sfruttare il mio momento&#8221;,  spiega Tiralongo. &#8220;Devo dire che ho fatto molta fatica a prendere la  ruota di Scarponi, ai 250 però ho capito che doveva calare prima o poi,  sono rimasto lì a 10 metri aspettando che si voltasse, appena si è  voltato si è seduto, mi sono detto &#8216;adesso o mai piu e ho fatto uno  sforzo immenso, all&#8217;arrivo ero senza ossigeno, veramente stremato. E&#8217;  stata una tappa dura, lunga, anche ieri c&#8217;è stato un tappone che oggi si  è fatto sentire nelle gambe e domani ci aspetta una tappa peggiore di  oggi&#8221;. Un pensiero anche per il suo amico Alberto Contador: &#8220;Alberto è  un grande, lo aspetto alla Vuelta, so che sta lavorando duro e tornerà  l&#8217;Alberto che conosciamo tutti&#8221;.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO</strong><br />
1. Paolo Tiralongo (Ita) &#8211; Astana 5h51&#8217;03&#8243;;<br />
2. Michele Scarponi (Ita) &#8211; Lampre-ISD, stesso tempo;<br />
3. Frank Schleck (Lux) &#8211; Radioshack-Nissan + 0&#8217;03&#8243;;<br />
4. Joaquin Rodrigez (Spa) &#8211; Katusha, stesso tempo;<br />
5. Ryder Hesjedal (Can) &#8211; Garmin-Barracuda + 0&#8217;05&#8243;;<br />
6. Domenico Pozzovivo (Ita) &#8211; Colnago-CSF Inox + 0&#8217;09&#8243;;<br />
7. Daniel Moreno (Spa) &#8211; Katusha, stesso tempo;<br />
8. Ivan Basso (Ita) &#8211; Liquigas-Cannondale, stesso tempo;<br />
9. Mikel Nieve (Spa) &#8211; Euskaltel-Euskadi + 0&#8217;11&#8243;;<br />
10. Gianluca Brambilla (Ita) &#8211; Colnago-CSF Inox, stesso tempo.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Ryder Hesjedal (Can) &#8211; Garmin-Barracuda 26h16&#8217;53&#8243;;<br />
2. Paolo Tiralongo (Ita) &#8211; Astana + 0&#8217;15&#8243;;<br />
3. Joaquin Rodrigez (Spa) &#8211; Katusha + 0&#8217;17&#8243;;<br />
4. Christian Vande Velde (Usa) &#8211; Garmin- Barracuda + 0&#8217;21&#8243;;<br />
5. Peter Stetina (Usa) &#8211; Garmin-Barracuda + 0&#8217;26&#8243;;<br />
6. Daniel Moreno (Spa) &#8211; Katusha, stesso tempo;<br />
7. Roman Kreuziger (CEc) &#8211; Astana + 0&#8217;35&#8243;;<br />
8. Ivan Basso (Ita) &#8211; Liquigas-Cannondale + 0&#8217;40&#8243;;<br />
9. Damiano Caruso (Ita) &#8211; Liquigas-Cannondale + 0&#8217;45&#8243;;<br />
10. Dario Cataldo (Ita) &#8211; Omega-Quick Step + 0&#8217;46&#8243;.</div>
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		<title>Cavendish colpisce ancora Navardauskas resta in rosa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la rovinosa caduta di Horsens, eccezionale volata del campione del mondo che sul traguardo di Fano precede Goss e Bennati. Il lituano, sia pure perdendo qualche secondo, resta leader in classifica generale Mark Cavendish con la piccola Delaila sul &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Dopo la rovinosa caduta di Horsens, eccezionale volata del campione  del mondo che sul traguardo di Fano precede Goss e Bennati. Il lituano,  sia pure perdendo qualche secondo, resta leader in classifica generale</h3>
<div id="multimedia">
<div><img title="Cavendish colpisce ancora Navardauskas resta in rosa" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/10/175656174-6fe3a819-0373-4810-bfab-cf55b1cca7ad.jpg" alt="Cavendish colpisce ancora Navardauskas resta in rosa" />Mark Cavendish con la piccola Delaila sul podio</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>FANO -</strong> Mark Cavendish che coccola sul  traguardo la figlioletta Delaila nata da poco. E&#8217; la foto più tenera del  podio di Fano, che vede ancora protagonista il fuoriclasse della  volata. Del resto, se non lo asfaltano prima (vedere Horsens), quando  c&#8217;è uno sprint le percentuali maggiori di fare centro sono sempre le  sue. Il britannico piazza uno spunto straordinario, facendo il bis dopo  il successo nella seconda tappa e mostrando di avere assorbito, non solo  fisicamente, ma soprattutto mentalmente, la caduta di lunedì scorso.  Una vittoria voluta che acquista ancora più valenza per la difficoltà  del finale: strada stretta intorno all&#8217;ultimo km, poi leggera pendenza  fino ai -450 metri. Il Team Sky non sbaglia niente: Thomas è l&#8217;ultimo  vagone del treno, lascia Cavendish in posizione perfetta per piazzare la  stoccata, e &#8216;Cannonball&#8217; non sbaglia. Precede Goss (La GreenEdge aveva  tentato una azione di anticipo), e Bennati, terzo ed in incoraggiante  crescita. Quinto Modolo, Italia che si comincia a far vedere. &#8220;Sono  molto felice, la mia figlioletta è la prima volta che mi vede correre-  spiega Cavendish &#8211; . Mi sentivo alla grande, ho riposato bene, ogni  giorno va sempre meglio&#8221;. Non cambia la maglia rosa: qualcosa nel finale  a folle velocità Navardauskas lo perde, ma sia pure per 5&#8221; resta  leader su Hunter.</p>
<p>Doveva dunque essere tappa per velocisti, e  così è stato. Tuttavia la serie delle emozioni, non solo per questioni  strettamente tecniche, è più articolata di quanto fosse lecito  attendersi: 209 km da Modena a Fano, parecchi saliscendi nel finale ma a  conti fatti una sola ascesa semiseria, a Gabicce Monte. Partiamo dalle  emozioni &#8216;casuali&#8217;, quelle frutto di cadute. Incredibile ma vero, Taylor  Phinney, sia che tocchi l&#8217;asfalto o vada per prati (vedere cronometro  di Verona), c&#8217;è sempre. Chiariamo, lo statunitense in bici ci sa andare,  ma non è fortunato: stavolta paga una distrazione di Haedo, che provoca  la classica caduta a catena. Niente di serio, ma arriva nel momento  topico della gara: il plotone in questi casi non aspetta, e la posizione  di classifica è bella che andata. Bello invece il numero di Boaro, a  terra insieme a Phinney ma capace di rientrare con una azione di classe.</p>
<p>Le emozioni tecniche invece riguardano Tyler Farrar e Thor  Hushovd: l&#8217;americano vanifica il lavoro giornalierio della Garmin e le  speranze di dedicare la maglia rosa (inseguiva ad appena 10&#8221; il  compagno di squadra Navardauskas, bastava un secondo posto) all&#8217;amico  Weylandts. Un gruppetto che paga gli strappetti brevi ma indisiosi e che  comprende anche Guardini ed il &#8216;bad boy&#8217; Ferrari, poco amato di questi  tempi da Cavendish dopo la pirateria stradale in Danimarca. Dicevamo del  lavoro della Garmin vanificato (quasi, almeno la rosa resta): è infatti  il team statunitense a lavorare maggiormente quando davanti monopolizza  la situazione un quartetto. Nel fanno parte il passistone belga Kaisen,  l&#8217;olandese Bulgac (compagno di squadra della Lotto), gli italiani De  Negri (Farnese) e De Marchi (Androni). Buon margine, speranze poche ed  infatti &#8211; De Marchi l&#8217;ultimo a cedere &#8211; il gruppo non dà scampo.</p>
<p>Con  sprinter importanti rimasti dietro, in tanti si galvanizzano e fanno  lavorare la squadra. Pozzato ad esempio si dà da fare per Favilli, la  Omega porta in avanti Chicchi, la Rabobank Renshaw (Bos invece si  stacca), la Radioshack lavora per Bennati. &#8220;Sono contento &#8211; dichiara  l&#8217;aretino -, dopo la Roubaix sono stato fermo e sapevo che avrei  faticato nelle prime tappe. Ora però la mia condizione è in crescendo e  sono fiducioso&#8221;. Già galvanizzato per conto suo, essendo di fatto un  vincente, non ha bisogno di stimoli particolari Matthew Goss, che mette  alla frusta la squadra dopo la brutta figura a cronometro. Il problema è  le salitelle non inficiano i muscoli di Cavendish, che non lascia  niente al caso, nè personalmente, nè come gioco di squadra. Lui può  perdere uno sprint solo se commette un errore tattico: stavolta non è  avvenuto.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO 5/A TAPPA &#8211; MODENA-FANO</strong><br />
1 &#8211; Mark Cavendish (GBR-Sky)<br />
2 &#8211; Matthew Goss (AUS-Greenedge) s.t.<br />
3 &#8211; Daniele Bennati (ITA-Radioshack) s.t.<br />
4 &#8211; Robert Hunter (RSA-Garmin) s.t.<br />
5 &#8211; Sacha Modolo (ITA-Colnago) s.t.<br />
6 &#8211; Alexander Kristoff (NOR-Katusha) s.t.<br />
7 &#8211; Elia Favilli (ITA-Farnese) s.t.<br />
8 &#8211; Manuel Belletti (ITA-Colnago) s.t.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1 &#8211; Ramunas Navardauskas (LIT-Garmin)<br />
2 &#8211; Robert Hunter (RSA-Garmin) a 5&#8221;<br />
3 &#8211; Ryder Hesjedal (CAN-Garmin) a 11&#8221;<br />
4 &#8211; Matthew Goss (AUS-Greenedge) a 13&#8221;<br />
5 &#8211; Mark Cavendish (GBR-Sky) a 14&#8221;<br />
6 &#8211; Geraint Thomas (GBR-Sky) a 16&#8221;<br />
7 &#8211; Manuele Boaro (ITA-Saxo Bank) a 19&#8221;<br />
8 &#8211; Christian Vande Velde (USA-Garmin) a 26&#8221;</div>
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		<title>Phinney perde la maglia Navardauskas in rosa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo statunitense, in difficoltà dopo l&#8217;incidente a Horsens, è determinante nella crono a squadre sotto le attese della BMC. Vittoria alla Garmin, che proietta in vetta il lituano. Tra i big, guadagnano Rodriguez e Kreuziger, si difende bene Basso Ramunas &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Lo statunitense, in difficoltà dopo l&#8217;incidente a Horsens, è  determinante nella crono a squadre sotto le attese della BMC. Vittoria  alla Garmin, che proietta in vetta il lituano. Tra i big, guadagnano  Rodriguez e Kreuziger, si difende bene Basso</h3>
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<div><img title="Phinney perde la maglia Navardauskas in rosa" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/09/180823064-6f3c4132-0e65-4819-931d-ebdf0f88e834.jpg" alt="Phinney perde la maglia Navardauskas in rosa" />Ramunas Navardauskas</p>
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</div>
<div id="testo"><strong>VERONA &#8211; </strong>Aveva programmato di tenerla almeno  fino al week end, ma un po&#8217; per il fato avverso (piede ammaccato nella  caduta di Horsens), un po&#8217; per qualche errore, Taylor Phinney molla la  maglia rosa. La stoffa del campione però c&#8217;è tutta. Un ragazzotto  americano catapultato per caso in vetta alla classifica, avrebbe preso  tutto per buono e si sarebbe fatto una risata. Lui no, ha la faccia di  quello che quando perde rosica e non poco, come un leader: &#8220;Ho avuto una  giornata schifosa &#8211; dice senza mezzi temini lo statunitense &#8211; ringrazio  la squadra che mi ha atteso quando avrebbe anche potuto lasciarmi per  strada, ho dato tutto ma più di tanto non ne avevo&#8221;. Cambia quindi il  leader dopo la difficile crono a squadre di Verona: la maglia rosa parla  lituano, la prende Ramunas Navardauskas, altro della nouvelle vague  (classe 1988), per meriti propri e della sua squadra, la Garmin, che  vince, pur senza dominare, la prova. Garmin favorita e vincente, ma la  maglia rosa attesa era un altra: il danese Rasmussen invece paga i  saliscendi, e soprattutto la salita della parte iniziale, andando alla  deriva abbandonato per forza di cose dal resto della carovana.</p>
<p>Rasmussen  non è l&#8217;unica delusione della giornata. Ad esempio la GreenEdge va  parecchio sotto le aspettative: Bobridge, uno dei più attesi, fa una  pessima parte in salita facendo perdere molto tempo alla squadra. Nel  complesso, e passiamo alla classifica relativa ai pretendenti al Giro,  crono meno &#8216;ingiusta&#8217; del solito. In fondo il singolo, anche molto  forte, può uscire fortemente penalizzato da una prova del genere. Ma i  distacchi complessivamente non sono significativi. Quello che va meglio è  Joaquin Rodruguez, alfiere della sorprendente Katusha, ma anche Roman  Kreuziger (Astana) dà secondi alla Liquigas di Basso, giunto comunque  prima della Radioshack di Frank Schleck e della Lampre di Scarponi e  Cunego.</p>
<p>Nel dettaglio, il percorso di Verona è adatto a gente  abituata a gestire le energie in prove senza respiro. In tutto 33 km  abbondanti, con i primi 12 km in leggera ascesa, con uno strappo finale  di 500 metri verso Castelrotto, poi l&#8217;inversione di tendenza con una  leggera discesa dove sviluppare velocità elevatissime. Tanto per  sintetizzare, il tipico terreno di caccia per i &#8216;mostri&#8217;  anglo-americani-australiani, ma &#8211; rovescio della medaglia &#8211; anche  terreno per cacciati: per esempio per un piccoletto come Pozzovivo sono  prove toste, tanto che il lucano chiude sempre la fila nella Colnago  (peraltro ampiamente staccata), impossibilitato dalle sue  caratteristiche nel dare un cambio che è uno.</p>
<p>Il segreto per  andare forte è stare uniti all&#8217;inizio, a costo di regalare qualche  secondo: la parte conclusiva della frazione infatti è quella in cui si  sviluppano le velocità maggiori. La Lampre non &#8216;concorda&#8217;, prova la  partenza veloce, ma poi arriva con soli cinque uomini (per fortuna ci  sono Cunego e Scarponi). La stessa Garmin, che polverizza il tempo al  primo intermedio, stronca i polpacci di Rasmussen. Il piede di Phinney  inoltre non va: nel tempo, tutto sommato superiore alle attese, della  BMC, la condizione del passistone americano incide eccome. Prima una  certa difficoltà nella famigerata salita di Castelrotto, poi un mezzo  fuori strada con tanto di erba raccolta sul ciglio e trascinata al  traguardo come indesiderato vessillo. Finale tremendo anche per  Navardauskas. Con la Katusha letteralmente scatenata, la Garmin non può  avere &#8216;pietà&#8217; degli attardati per non perdere l&#8217;obbiettivo primario del  successo di tappa. Anche il lituano rischia di fare la fine di  Rasmussen, fa l&#8217;elastico, ma alla fine tiene, la rosa è sua.</p>
<p><strong>ORDINE D&#8217;ARRIVO</strong><br />
1. Garmin-Barracuda (Usa)             in 37&#8217;04&#8243; (media 53,741 km/h)<br />
2. Katusha team (Rus)                 a  00&#8217;05&#8243;<br />
3. Astana Pro team (Kaz)              a  00&#8217;22&#8243;<br />
4. Team Saxo bank (Dan)               a  00&#8217;22&#8243;<br />
5. Omega pharma-Quickstep (Bel)       a  00&#8217;24&#8243;<br />
6. Orica GreenEdge (Aus)              a  00&#8217;25&#8243;<br />
7. Liquigas-Cannondale (Ita)          a  00&#8217;26&#8243;<br />
8. Radioshack-Nissan (Lux)            a  00&#8217;28&#8243;<br />
9. Sky Procycling (Gbr)               a  00&#8217;30&#8243;<br />
10. Bmc racing team (Usa)              a  00&#8217;31&#8243;<br />
11. Movistar team (Spa)                a  00&#8217;32&#8243;<br />
12. Lampre-Isd (Ita)                   a  00&#8217;34&#8243;<br />
13. Team NetApp (Ger)                  a  00&#8217;43&#8243;<br />
14. Farnese vini-Selle Italia (Gbr)    a  00&#8217;59&#8243;<br />
15. Rabobank cycling team (Ola)        a  01&#8217;01&#8243;<br />
16. Lotto Belisol team (Bel)           a  01&#8217;05&#8243;<br />
17. Vacansoleil-Dcm (Ola)              a  01&#8217;10&#8243;<br />
18. Fdj-Bigmat (Fra)                   a  01&#8217;10&#8243;<br />
19. Colnago-Csf inox (Irl)             a  01&#8217;12&#8243;<br />
20. Androni giocattoli-Venezuela (Ita) a  01&#8217;44&#8243;<br />
21. Ag2r La mondiale (Fra)             a  01&#8217;45&#8243;<br />
22. Euskaltel-Euskadi (Spa)            a  02&#8217;22&#8243;.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Ramunas Navardauskas       (Ltu, Garmin)      in 10h01&#8217;53&#8243;<br />
2. Tyler Farrar               (Usa, Garmin)       a    00&#8217;10&#8243;<br />
3. Robert Hunter              (Rsa, Garmin)              s.t.<br />
4. Ryder Hesjedal             (Can)               a    00&#8217;11&#8243;<br />
5. Taylor Phinney              (Usa)               a    00&#8217;13&#8243;<br />
6. Manuele Boaro              (Ita)               a    00&#8217;19&#8243;<br />
7. Geraint Thomas             (Gbr)               a    00&#8217;21&#8243;<br />
8. Sebastien Rosseler         (Bel)               a    00&#8217;25&#8243;<br />
9. Christian Vandevelde       (Usa)               a    00&#8217;26&#8243;<br />
10. Joaquin Rodriguez          (Esp)               a    00&#8217;30&#8243;<br />
15. Enrico Gasparotto          (Ita)               a    00&#8217;33&#8243;<br />
20. Dario Cataldo              (Ita)               a    00&#8217;37&#8243;<br />
21. Marco Pinotti              (Ita)                      s.t.<br />
25. Mark Cavendish             (Gbr)               a    00&#8217;39&#8243;<br />
26. Roman Kreuziger            (Cze)               a    00&#8217;40&#8243;<br />
33. Ivan Basso                 (Ita)               a    00&#8217;47&#8243;<br />
68. Frank Schleck              (Lux)               a    01&#8217;09&#8243;<br />
74. Filippo Pozzato            (Ita)               a    01&#8217;13&#8243;<br />
83. Damiano Cunego             (Ita)               a    01&#8217;19&#8243;<br />
85. Michele Scarponi           (Ita)               a    01&#8217;22&#8243;<br />
110. Domenico Pozzovivo         (Ita)               a    01&#8217;49&#8243;<br />
139. Emanuele Sella             (Ita)               a    02&#8217;40&#8243;</div>
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		<item>
		<title>Cavendish, brutta caduta Sprint vincente di Goss</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Horsens, nell&#8217;ultima giornata in Danimarca, il campione del mondo viene urtato da Ferrari nella volata finale. Vince l&#8217;australiano, che precede Haedo e Farrar. Phinney, anche lui coinvolto nella caduta, resta in rosa La volata vincente di Goss, sullo sfondo &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>A Horsens, nell&#8217;ultima giornata in Danimarca, il campione del mondo  viene urtato da Ferrari nella volata finale. Vince l&#8217;australiano, che  precede Haedo e Farrar. Phinney, anche lui coinvolto nella caduta, resta  in rosa</h3>
<div id="multimedia">
<div><img title="Cavendish, brutta caduta Sprint vincente di Goss" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/07/171151496-0c7da160-3c5a-4a8d-ab87-af5fb0f2deee.jpg" alt="Cavendish, brutta caduta Sprint vincente di Goss" />La volata vincente di Goss, sullo sfondo la caduta</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>HORSENS -</strong> Energie intatte, tutti che scaricano  sull&#8217;asfalto le proprie velleità, e purtroppo ancora cadute. Dopo quella  della seconda tappa, causata da Bos, anche la terza è caratterizzata da  una caduta, stavolta con nomi ancora più eccellenti. A farne le spese è  niente meno che il campione del mondo Mark Cavendish, che paga un grave  errore tecnico (ma si può parlare anche di scorrettezza) di Roberto  Ferrari, che sterza di colpo alla massima velocità e manda per le terre  il britannico. Inevitabile il provvedimento della giuria che retrocede  il corridore della Androni, giunto nono, all&#8217;ultimo posto. Un incidente  che non getta comunque macchia sul successo di Matthew Goss.  L&#8217;australiano ci era andato vicino a Herning: ci riesce a Horsens nella  tappa di commiato dalla Danimarca. Vittoria netta, la seconda al Giro  d&#8217;Italia dopo quella di due anni fa a Cava dei Tirreni, ulteriore  tassello per un corridore sempre più completo per le gare in linea (non  scordiamo la Sanremo 2011). Successo anche della GreenEdge: il team  australiano, da non sottovalutare nella crono collettiva di mercoledì a  Verona, è perfetto nel pilotare il capitano alla stoccata finale.</p>
<p><strong>LA TAPPA DEI TRE CIRCUITI &#8211; </strong>Sprint  mozzafiato, epilogo e specchio di una frazione pianeggiante ma non  facile. Ci sono tre circuiti: i primi due misurano rispettivamente 45 e  100 km, mentre il terzo (14,6 km), assai complicato, va ripetuto tre  volte. Un velo di commozione in partenza. La frazione è dedicata a  Wouter Weylandt, che lo scorso anno perse la vita proprio durante la  terza tappa: significativo il terzo posto del suo grande amico Tyler  Farrar, preceduto oltre che da Goss anche da Haedo. Si aggiunge inoltre  la tristezza per la morte del sindaco di Horsens, giunta proprio alla  vigilia di una giornata che lui aveva voluto fortemente.</p>
<p><strong>BALLONI, ANCORA LUI -</strong> Di solito nelle prime tappe del Giro, le facce che vedi in testa sono  spesso le stesse: ad esempio Alfredo Balloni ci ha preso gusto, ed è  entrato nella fuga di giornata non certo con l&#8217;intento di vincere la  tappa, ma per mantenere la maglia azzurra di leader della montagna.  Missione compiuta, visto che il corridore della Farnese svetta &#8211; si fa  per dire &#8211; sul GPM di Ejer Bavnehoj, 159 metri di altitudine: viste le  altezze danesi una sorta di loro Passo dello Stelvio. Insieme a Balloni,  in fuga Minguez (Euskaltel) , Navardauskas (Garmin), Hollenstein  (Netapp), Christensen (Saxo Bank) e Keizer (Vacansoleil). Sei uomini, un  po&#8217; troppi per lasciare margini perisolosi, ed in fatti il gruppo non  concede oltre i tre minuti e mezzo di margine.<br />
<strong><br />
ANCHE PHINNEY A TERRA -</strong> Si arriva quindi sul circuito finale. C&#8217;è uno strappetto a 6 km  dall&#8217;arrivo, c&#8217;è una curva ai 1400 metri seguita da un tratto in  discesa. Il team Sky organizza la volata di Cavendish: è Thomas a tenere  altissimo il ritmo, anche se la maglia iridata &#8211; oggi rossa &#8211; resta  abbastanza indietro. La rimonta inizia tutto sommato tardivamente, ai  200 metri: ci sembra abbia spazio più per il podio che per la vittoria,  ma l&#8217;errore di Ferrari di fatto chiude i giochi. A terra anche Taylor  Phinney, che la maglia rosa se la sta guadagnando nel senso vero del  termine, avendo assaggiato l&#8217;asfalto per il secondo giorno consecutivo.</p>
<p><strong>LA VERSIONE DI FERRARI -</strong> Roberto Ferrari dà la sua spiegazione della caduta: &#8220;Quando è partito  Farrar sono partito anch&#8217;io e forse Cavendish si è agganciato dietro.  Non sapevo chi avevo dietro, quando siamo partiti mi sono buttato a  destra, ho fatto la mia volata. Ero sulla mia traiettoria, quello che  succede dietro non mi importa&#8221;</p>
<p><strong>CAVENDISH: &#8220;FERRARI SI VERGOGNI&#8221; -</strong> Versione che evidentemente non convince Mark Cavendish: &#8220;Non è bello  cadere a 75 orari. La manovra che ha fatto Roberto Ferrari non è stata  bella. Dovrebbe vergognarsi di aver fatto finire a terra la maglia rosa,  quella rossa e del campione del mondo&#8221;.</p>
<p><strong>GOSS: &#8220;SQUADRA PERFETTA NEL LANCIO&#8221; &#8211; </strong>&#8220;È  sempre bello vincere una volata al Giro d&#8217;Italia, i miei compagni hanno  fatto un bel lavoro. È stato uno sprint molto veloce,  c&#8217;erano molte  curve, ma la squadra è stata bravissima a lanciarmi negli ultimi cento  metri&#8221;, analizza il vincitore.</p>
<p><strong>TERZA TAPPA &#8211; HORSENS-HORSENS</strong><br />
1. Matthew Goss            (Aus, GreenEdge)       in 4h20&#8217;53&#8243;<br />
2. Juan Josè Haedo         (Arg, Saxo Bank)              s.t.<br />
3. Tyler Farrar            (Usa, Garmin)                 s.t.<br />
4. Arnaud Demare           (Fra)                         s.t.<br />
5. Mark Renshaw            (Aus)                         s.t.<br />
6. Thor Hushovd            (Nor)                         s.t.<br />
7. Alexander Kristoff      (Nor)                         s.t.<br />
8. Romain Feillu           (Fra)                         s.t.<br />
9. Fumiyuki Beppu          (Jpn)                         s.t.<br />
10. Andrea Guardini         (Ita)                         s.t.<br />
<strong><br />
CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Taylor Phinney            (Usa, Bmc)        in 9h24&#8217;31&#8243;<br />
2. Geraint Thomas            (Gbr, Sky)         a   00&#8217;09&#8243;<br />
3. Alex Rasmussen            (Den, Garmin)      a   00&#8217;13&#8243;<br />
4. Manuele Boaro             (Ita)              a   00&#8217;15&#8243;<br />
5. Ramunas Navardauskas      (Ltu)              a   00&#8217;18&#8243;<br />
6. Erik Gustav Larsson       (Swe)              a   00&#8217;22&#8243;<br />
7. Brett Lancaster           (Aus)              a   00&#8217;23&#8243;<br />
8. Matthew Goss              (Aus)                    s.t.<br />
9. Marco Pinotti             (Ita)              a   00&#8217;24&#8243;<br />
10. Jesse Sergent             (Nzl)              a   00&#8217;26&#8243;</div>
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		<item>
		<title>Sprint, è subito Cavendish Phinney in rosa col brivido</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima tappa per velocisti e subito un acuto del campione del mondo, che precede l&#8217;australiano Goss. Nonostante una caduta ed un problema meccanico, lo statunitense resta leader della generale La volata vincente di Cavendish HERNING &#8211; Anche se può sembrare &#8230; <a href="http://www.gscrescenzago.it/wp/http:/www.gscrescenzago.it/wp/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Prima tappa per velocisti e subito un acuto del campione del mondo,  che precede l&#8217;australiano Goss. Nonostante una caduta ed un problema  meccanico, lo statunitense resta leader della generale</h3>
<div id="multimedia">
<div><img title="Sprint, è subito Cavendish Phinney in rosa col brivido" src="http://www.repubblica.it/images/2012/05/06/185401050-7d696a93-82f6-4297-8156-929d33f630be.jpg" alt="Sprint, è subito Cavendish Phinney in rosa col brivido" />La volata vincente di Cavendish</p>
</div>
</div>
<div id="testo"><strong>HERNING &#8211; </strong>Anche se può sembrare un controsenso,  anche un uomo veloce come Mark Cavendish può avere caratteristiche da  diesel. Caratteristica non proprio positiva del britannico nei grandi  giri è (era) infatti quella di steccare la prima volata: ci fu eccezione  al Tour in una circostanza, ce n&#8217;è stata un&#8217;altra nella prima frazione  in linea di questo Giro d&#8217;Italia, 206 km con partenza ed arrivo a  Herning. Vittoria meritata per Cavendish, sia a titolo personale vista  l&#8217;impostazione della volata, sia per la squadra (il team Sky) che si  incarica di portare il gruppo alla volata nel corso della giornata.  Focalizzando l&#8217;obbiettivo sul campione del mondo, non ha sbagliato una  mossa. Curva a 500 metri dal traguardo (la sbaglia Bos, brutta caduta),  guai a farsi trovare troppo avanti. &#8216;Cav&#8217; resta intorno alla sesta  posizione, sempre a ruota del fido Thomas: non si scompone quando parte  lungo Hushovd, piazza l&#8217;acuto ai 150 metri e per Goss ed il sorprendente  francese Soupe (dietro nell&#8217;ordine) non c&#8217;è nulla da fare. Resta  invariata la classifica generale, nonostante un brivido per Taylor  Phinney, che supera brillantemente un problema meccanico seguente ad una  caduta e fa capire come il simbolo del primato non sia casuale.<br />
<strong><br />
LA FUGA DEI TRE -</strong> Seconda frazione secondo copione. Siamo ancora in terra danese:  percorso pianeggiante con degli aspetti da Tour (megabiciclette  riprodotte sui campi) e da Fiandre, visto il vento trasversale, vera  insidia per gli interessati alla classifica generale, che infatti stanno  bene attenti a non abbandonare quasi mai le prime venti/trenta  posizioni. In queste gare di solito va via una fuga da lunga gittata,  rigorosamente o quasi senza speranze. La caratterizza un terzetto  composto dall&#8217;italiano Alfredo Balloni (Farnese), dal belga Kaisen  (Lotto) e dal colombiano Chavez Rubiano (Androni). In palio c&#8217;è una  maglia virtuale, la rosa, sulle spalle di Balloni prima dell&#8217;ovvia  reazione del gruppo, e c&#8217;è una maglia reale. Anche se sembra un  paradosso parlando della Danimarca, c&#8217;è infatti un GPM. Località  Osterbjerg, un cavalcavia sarebbe più insidioso, ma vale comunque la  maglia azzurra di miglior scalatore, che dopo tanti anni rileva quella  verde: la fa sua lo stesso Balloni, che precede Chavez Rubiano.</p>
<p><strong>IL LAVORONE DI STANNARD -</strong> Dietro lasciano fare i battistrada che, dopo aver guadagnato un  vantaggio massimo di oltre tredici minuti, tengono tengono abbastanza  bene grazie soprattutto al passistone Kaisen, 1,95 di altezza, più  temprato degli altri per arginare il vento. In tutto i km di fuga  solitaria sono 166, parecchi sotto le telecamere, niente male insomma.  Il margine viene cucito soprattutto dal Team Sky di Mark Cavendish, anzi  sarebbe più logico dire che viene chiuso dal britannico Ian Stannard,  quasi &#8216;noioso&#8217; nelle sue lunghissime tirate in testa al gruppo. C&#8217;è  anche spazio per uno dei pochi &#8216;enfant du pays&#8217;, Lars Bak (danese di  Silkeborg), che prende giusto quella manciata di secondi buoni per  guadagnare gli applausi dei tifosi di casa.</p>
<p><strong>BRIVIDO PER PHINNEY -</strong> L&#8217;emozione più grande nel finale però, a parte la volata, la offre un  problema meccanico per Taylor Phinney. Qui esce una iniziale  disattenzione della BMC, che lascia un paio di km lo statunitense senza  scorta, ma esce anche la grande preparazione della maglia rosa, che  sfodera un secondo prologo dopo quella del giorno precedente e,  sfrutando sapientemente la scia delle ammiraglie, si accoda al plotone  in poche battute. Gesto di classe nella considerazione complessiva:  Phinney, anche quando le cose sembravano volgere al peggio, non si fa  mai prendere dal panico. Poi le solite strategie per la volata: tanti a  sgominare, ma alla fine a primeggiare è la maglia iridata.</p>
<p><strong>&#8220;UN SUCCESSO DI SQUADRA&#8221; -</strong> &#8220;Sono molto contento, oggi è stata una giornata ventosa e non è stata  facile&#8221;, spiega Mark Cavendish che vince la prima volata in un grande  Giro con la maglia di campioine del mondo.  &#8220;Non molte squadre volevano  la volata e così abbiamo dovuto correre mettendocela tutta &#8211; ha detto a  Raisport &#8211; Abbiamo dato il cento per cento, abbiamo vinto e meglio di  così non poteva andare. Ma non ho mai detto che avrei vinto tutte e sei  le tappe per velocisti: ho detto che avrei cercato di vincerne il più  possibile, per me il Giro è una corsa speciale, una delle più importanti  del mondo&#8221;.<br />
<strong><br />
ORDINE D&#8217;ARRIVO 2/A TAPPA &#8211; HERNING-HERNING</strong><br />
1. Mark Cavendish, Gbr, Sky Procycling, 4:53.12;<br />
2. Matt Goss, Aus, GreenEdge, st;<br />
3. Geoffrey Soupe, Fra, FDJ-Big Mat, st;<br />
4. Taylor Phinney, Usa, BMC Racing, st;<br />
5. Roberto Ferrari, Ita, Androni Giocattoli, st;<br />
6. Mark Renshaw, Aus, Rabobank, st;<br />
7. Thor Hushovd, Nor, BMC Racing, st;<br />
8. Daniele Bennati, Ita, RadioShack-Nissan, st;<br />
9. William Bonnet, Fra, FDJ-Big Mat, st;<br />
10. Geraint Thomas, Gbr, Sky Procycling, st.<br />
<strong>CLASSIFICA GENERALE</strong><br />
1. Taylor Phinney, Usa, BMC Racing, 5:03.38;<br />
2. Geraint Thomas, Gbr, Sky Procycling, a 9 secondi;<br />
3. Alex Rasmussen, Dan, Garmin-Barracuda, +13;<br />
4. Manuele Boaro, Ita, Saxo-Bank, +15;<br />
5. Gustav Erik Larsson, Sve, Vacansoleil, +22;<br />
6. Ramunas Navardauskas, Lit, Garmin-Barracuda, +22;<br />
7. Brett Lancaster, Aus, GreenEdge, +23;<br />
8. Marco Pinotti, Ita, BMC Racing, +24;<br />
9. Jesse Sergent, Nze, RadioShack-Nissan, +26;<br />
10. Nelson Oliveira, Por, RadioShack-Nissan +27.</div>
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		<title>AVVISO AI SOCI</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 12:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settimana scorsa e&#8217; venuta a mancare la Mamma della nostra socia Giovanna,il GS e&#8217;vicino a lei ed a tutti i suoi cari.                               Pres.Mario Montanari]]></description>
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<p style="text-align: center;">Settimana scorsa e&#8217; venuta a mancare la Mamma della nostra socia Giovanna,il GS e&#8217;vicino a lei ed a tutti i suoi cari.                               Pres.Mario Montanari</p>
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